Multisala Novecento

IL SIGNORE DELLE FORMICHE

di Gianni Amelio
con Luigi Lo Cascio, Elio Germano, Sara Serraiocco

Genere: Film
Durata: 130

Regia: Gianni Amelio. Sceneggiatura: Edoardo Petti, Gianni Amelio. Fotografia: Luan Amelio. Montaggio: Simona Paggi. Scenografia: Marta Maffucci. Costumi: Valentina Ponticelli

Interpreti: Luigi Lo Cascio, Elio Germano, Sara Serraiocco, Leonardo Maltese, Anna Caterina Antonacci, Rita Bosello, Davide Vecchi, Maria Caleffi, Roberto Infurna.

Produttori: Simone Gattoni, Sonia Cilia. Distribuzione: 01 Distribution. Origine: Italia 2022.

Alla fine degli anni 60 si celebrò a Roma un processo che fece scalpore. Il drammaturgo e poeta Aldo Braibanti fu condannato a nove anni di reclusione con l'accusa di plagio, cioè di aver sottomesso alla sua volontà, in senso fisico e psicologico, un suo studente e amico da poco maggiorenne. Il ragazzo, per volere della famiglia, venne rinchiuso in un ospedale psichiatrico e sottoposto a una serie di devastanti elettroshock, perché "guarisse" da quell'influsso "diabolico". Alcuni anni dopo, il reato di plagio venne cancellato dal codice penale. Ma in realtà era servito per mettere sotto accusa i "diversi" di ogni genere, i fuorilegge della norma. Prendendo spunto da fatti realmente accaduti, il film racconta una storia a più voci, dove, accanto all'imputato, prendono corpo i famigliari e gli amici, gli accusatori e i sostenitori, e un'opinione pubblica per lo più distratta o indifferente. Solo un giornalista s'impegna a ricostruire la verità, affrontando sospetti e censure. In concorso alla 79esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia  (31 agosto - 10 settembre 2022), Il signore delle formiche è l’ultima incredibile fatica di Gianni Amelio, già regista (per citarne solo alcuni) di HammametLa TenerezzaLe chiavi di casa, Porte aperte che realizza finalmente un progetto sceneggiato a sei mani, con Federico Fava ed Edoardo Petti di cui affida la colonna sonora al premio Oscar Nicola Piovani. La storia narrata è tristemente nota, ma i più giovani probabilmente non ne hanno memoria ed è giusto che si racconti quanto accade neanche troppi anni fa quando, nel 1968, in Italia si tenne un processo-farsa in piena regola ad Aldo Braibanti, poeta, accusato di aver plagiato il giovane Giovanni Sanfratello. In realtà Sanfratello fuggiva da un padre padrone che non accettava la sua omosessualità ed aveva trovato ospitalità, affetto e comprensione in Braibanti. Pier Paolo Pasolini, Elsa Morante, Alberto Moravia, Umberto Eco, Marco Pannella, Cesare Musatti, Dacia Maraini

 si schierarono in favore del collega, ma i loro appelli furono ignorati in un’Italia troppo bigotta che legava ancora le preferenze sessuali e la diversità a disturbi di natura psichiatrica.