Multisala Novecento

UNA FAMIGLIA VINCENTE-KING RICHARD

di Reinaldo Marcus Green
con Will Smith, Jon Bernthal, Liev Schreiber

Genere:
Durata: 139'

Regia: Reinaldo Marcus Green. Sceneggiatura: Zach Baylin. Fotografia: Robert Elswit. Montaggio: Pamela Martin. Costumi: Sharen Davis.

Interpreti: Will Smith, Jon Bernthal, Liev Schreiber, Aunjanue Ellis, Sanyya Sidney.

Produttori: Will Smith, James Lassiter. Distribuzione: Warner Bros. Origine: USA,  2021.

Will Smith vincitore Golden Globe 2022 Migliore Attore Protagonista

A portare sul grande schermo la storia di Richard Williams e delle sue figlie, Venus e Serena, ci ha pensato Reinaldo Marcus Green. Già dal titolo originale del film, King Richard, si evince quanto questo si concentri soprattutto sulla figura paterna delle due tenniste e sugli albori della loro carriera. Probabilmente risulta più giusto il titolo italiano, in cui King Richard diventa un sottotitolo e l’attenzione viene posta sull’intera famiglia Williams (Una famiglia vincente). Infatti, se è vero che dietro ad un grande uomo c’è sempre una grande donna, in questo caso dietro due grandi donne c’è sicuramente un grande uomo che, a sua volta, ha potuto fare ciò che ha fatto anche e soprattutto grazie alle sue cinque figlie e alla sua ex moglie, Oracene Prince. Insomma, mai come in questo caso l’unione fa la forza e tutto ciò emerge sin dalle prime scene del film, il quale ci porta nel ghetto di Compton, a conoscere il privato della famiglia Williams. Una famiglia apparentemente come tante, costretta a fare grandi sacrifici per sopravvivere in un contesto sociale tutt’altro che semplice: Richard Williams, però, non ha alcuna intenzione di far crescere le sue figlie nella mediocrità e, proprio per tirarle fuori da quel degrado, pianifica sin nei minimi dettagli il loro percorso verso il riscatto e la gloria. Un piano ambizioso e perfetto, all’interno del quale non sono previsti momenti di debolezza o distrazioni. Osservando la determinazione e la scaltrezza dell’uomo, non si può che provare una profonda ammirazione nei suoi confronti, riconoscendo in lui le stesse virtù che il mondo dello sport ha imparato a conoscere ed apprezzare seguendo le carriere di Venus e Serena Williams. Un altro sportivo, appartenente però al mondo del calcio, ha reso celebre la frase “Uomini forti, destini forti. Uomini deboli, destini deboli“: ebbene, con la storia della famiglia Williams comprendiamo ancora di più quanto questa considerazione sia vera e quanto anche quei gesti che possono essere confusi con arroganza e presunzione non sono altro che le armi di chi ha combattuto sin da quando è venuto al mondo per ottenere quello che di certo non gli è stato regalato da nessuno visto che, come dice una splendida canzone, “il talento è un dono importante ma niente di più che una bella promessa senza l’impegno e la coerenza“. Un percorso che non è stato sempre tutto rose e fiori, basti pensare alla morte della loro sorella maggiore, Yetunde, uccisa in una sparatoria a Compton, quando aveva appena 31 anni. Un tragico episodio che ci fa comprendere ancora di più quanto sarebbe potuta essere diversa la vita di Serena e Venus se il loro papà non fosse stato così testardo e perseverante, e quanto altre ragazze, magari altrettanto talentuose e meritevoli di attenzione, siano state costrette ad arrendersi alla mediocrità. Questa non è certo la prima volta che il mondo del tennis arriva sul grande schermo, basti pensare all’acclamato Borg McEnroe del 2017. Come nel caso del film diretto da Janus Metz, anche Una famiglia vincente – King Richard, grazie anche alla regia di Green, riesce perfettamente a cogliere e restituire al pubblico la bellezza del tennis e quanto ciò che vediamo sui campi più belli ed importanti del mondo rappresenti solo la punta di un iceberg alla base del quale ci sono anni di sacrifici e momenti di sconforto: solo alcuni riescono ad emergere e ripagare fino in fondo quanto fatto durante l’infanzia e l’adolescenza, mentre chissà quanti altri non sono riusciti a fare lo stesso o si sono dovuti arrendere a causa del contesto sociale in cui sono nati e quindi alla mancanza di mezzi e supporto. Questo discorso ovviamente non riguarda solo lo sport ma si sposa bene con qualsiasi ambito della vita, ed in fondo tutti avremmo bisogno di un Richard Williams che pianifichi la nostra vita nel migliore dei modi per arrivare ad una qualche sorta di successo personale.          Una famiglia vincente innesca una cascata di stimoli che travolge chi guarda il film, plasmando la mente e suggerendo quanto la vita possa continuare a sorprendere in positivo, anche quando pensiamo che sia troppo tardi. A volte basta crederci fino in fondo, a costo di essere considerato un folle, ripetendo a se stessi che è ciò che si vuole davvero, senza aspettare invano che siano gli altri a decidere se esista o meno la possibilità di farcela. Un film che, per essere apprezzato e per emozionare, non richiede per forza una profonda conoscenza del tennis o degli atleti che vengono citati scena dopo scena, ma che sicuramente farà provare un forte senso di nostalgia a tutti coloro che invece hanno visto crescere queste due campionesse, godendo di uno dei periodi più belli ed intensi del tennis femminile (e non solo). In questo senso, le immagini di repertorio che si fanno largo sul grande schermo durante i titoli di coda sono proprio la ciliegina di una torta ben costruita che punta a conquistare pubblico e critica.

In conclusione, di fronte a questa incredibile storia non si può che credere e sperare che non tutto finirà nel momento in cui Venus e Serena Williams si ritireranno e appenderanno le racchette al chiodo: le premesse per un nuovo, splendido capitolo ci sono tutte, basti vedere l’impegno con cui Serena allena sua figlia Olympia, nata nel 2017. Se continuerà a farlo (e stiamo certi che lo farà) con la stessa dedizione ed il tempo che suo padre ha investito per lei e sua sorella, ci sarà da divertirsi ed emozionarsi ancora a lungo.