Multisala Novecento

BENEDETTA FOLLIA

di Carlo Verdone
con Carlo Verdone, Ilenia Pastorelli, Lucrezia Lante della Rovere

Genere: Film Rassegna
Durata: 109'

Regia: Carlo Verdone. Sceneggiatura: Oarlo Verdone, Nicola Guaglianone Menotti. Montaggio:          Pietro Morane. Musiche: Michele Braga, Tommy Caputo, Lele Merchiche. Fotografia: Arnaldo Catinari. Interpreti: Carlo Verdone, Ilenia Pastorelli, Lucrezia Lante della Rovere, Maria Pia Calzone, Paola Minaccioni, Brando Improta, Aurora Cimino. Produttori: Aurelio De Laurentis, Maurizio Amati. Distribuzione: Filmauro. Origine: Italia, 2017.

Guglielmo Pantalei, proprietario di un negozio di articoli religiosi, non si rassegna all'abbandono da parte della moglie dopo 25 anni di matrimonio apparentemente felice. Ma nella sua depressione quotidiana irrompe Luna, giovane "borgatara" romana, che si candida per il ruolo di commessa nel negozio di Guglielmo nonostante il suo aspetto e i suoi modi facciano più pensare alla lap dance che alle navate di una chiesa. Questa benedetta follia strapperà il sessantenne al declino annunciato verso una senilità rinunciataria e mortifera, aiutandolo ad aprire nuove porte al futuro.

"Io ci sono", afferma ad un certo punto della storia Carlo Verdone, e i pregi principali del suo 26esimo film da regista, attore e sceneggiatore sono proprio la sua presenza "malincomica" e il suo esporre pubblicamente paure e fantasmi che appartengono alla nostra storia di italiani medi.

In Benedetta follia Verdone riversa infatti tutto l'immaginario costruito intorno alla sua persona, condensato nella scena in cui Guglielmo si confronta allo specchio con il proprio sé giovanile, quel sé coatto e tracotante che gli spettatori ricordano benissimo da alcuni precedenti verdoniani: solo Nanni Moretti è altrettanto efficace nel coinvolgerci nella sua autobiografia e nel fare di sé un'icona cinematografica nostrana. 

Ci sono momenti di autentica poesia, soprattutto nella prima parte, in Benedetta follia: ad esempio la narrazione delicata e struggente della solitudine di un uomo al terzo tempo della sua vita, accompagnata dalle note de "La stagione dell'amore" di Franco Battiato che contiene in sé la nostalgia non solo per quel tempo che "non tornerà, non ritornerà più", ma nello specifico per quegli anni Ottanta in cui Verdone e molti altri sono stati giovani e/o convinti di avere il mondo in mano. L'altro pregio di Benedetta follia è l'interazione comica fra Verdone e Ilenia Pastorelli che contrasta piacevolmente l'imbarazzo esistenziale, da sempre cifra espressiva dell'autore, con l'inarginabilità popolana della "ragazza di Tor Tre Teste", alla sua seconda prova di attrice dopo il David di Donatello per Lo chiamavano Jeeg Robot.