Multisala Novecento

UN SAPORE DI RUGGINE E OSSA

di Jacques Audiard
con Marion Cotillard, Armand Verdure, Céline Sallette

Genere: Film
Durata: 120'
Regia: Jacques Audiard. Sceneggiatura: Jacques Audiard, Thomas Bidegain. Scenografia: Michel Barthélémy. Montaggio: Juliette Welfling. Fotografia: Stéphane Fontaine. Musiche: Alexandre Desplat. Costumi: Virginie Montel. Interpreti: Marion Cotillard, Matthias Schoenaerts, Armand Verdure, Céline Sallette, Corinne Masiero, Bouli Lanners, Jean-Michel Correia. Produttore: Jacques Audiard, Martine Cassinelli. Distribuzione: Bim Distribuzione. Origine: Francia, Belgio 2012. Durata: 120'. Presentato al Festival di Cannes 2012 Vite che lottano per rimettersi in sesto, nonostante un difficile ambiente e i danni permanenti subìti. Come le gambe amputate o una mano fratturata, che in qualunque momento può tornare a far sentir dolore, quello di uno spillo nella carne. Tutto ciò più o meno per scelta, che viene prima dei rovesci del Destino, perchè lei lavora a contatto con delle orche, mentre lui partecipa a incontri di pugilato clandestini. E' l'attitudine simile di due rappresentanti di estrazioni sociali differenti, una borghese e l'altra sottoproletaria, che vengono a contatto. Adattamento cinematografico della raccolta di racconti "Ruggine e ossa" di Craig Davidson, il film del regista e co-sceneggiatore Jacques Audiard ("Sulle mie labbra", "Il Profeta") è fissato da una luce satura e contrastante con le scure zone dello schermo così come del mondo esterno e dell'animo. La quale coincide soprattutto con la caratterizzazione ambivalente di un protagonista maschile mosso da un furore d'energia vitale che risponde solo agli affetti (con modalità del tutto proprie: prima lascia il figlio alla sorella senza dir nulla e parte, poi per salvarlo si rompe le mani) e non ad una coscienza di classe, per cui monta illegalmente videocamere segrete per spiare i dipendenti di aziende per conto delle stesse. L'etica non rientra quindi nei riferimenti di un uomo (la cui compagna, del resto, utilizzava il loro pargolo come corriere della droga) animalesco nel suo non aver spazio per il pensiero e teso a soddisfare in maniera basilare i bisogni di cibo o sesso. E la donna, conosciuta casualmente, dopo il punto di svolta con un bagno al mare e due liriche sequenze (in entrambi i casi con le mani, prima reincontra giocosamente il cetaceo che l'ha resa invalida e poi conosce il bambino) si scopre compatibile – nella intensa interpretazione di Marion Cottillard - con quella figura rozza a cui chiede delicatezza ma allo stesso tempo è pronta a diventarne l'agente che tratta con gli scommettitori.