di Lauro Salvarani
con Pietro Andreoli, Edoardo Chiartelli, Gaia Marzani
Qui convien ch’om voli (Purg. IV, v. 27)
Perché questo titolo per parlare di sicurezza sul lavoro?
Nella Divina Commedia Dante deve scalare il monte del Purgatorio e questo comporta uno sforzo sovrumano.
Il poeta sale a fatica, camminando, fino alla Pietra di Bismantova ma, per spingersi oltre, è necessaria una forza maggiore:
“Qui convien ch’om voli”. Qui è necessario che l’uomo voli.
Forse dobbiamo imparare anche noi a volare per salvarci e tornare a casa vivi dal lavoro.
Quello che si propone è un viaggio anomalo.
È Virgilio che viene a visitare il nostro tempo.
È Carolina, 12 anni, futura grande poetessa, ad accompagnarlo nei gironi degli infortuni e dei near miss, i quasi incidenti, sul lavoro.
Sei episodi portano lo spettatore:
1. in tribunale, per affrontare il caso di una morte causata da un incidente con il muletto;
2. sul ponteggio perfetto di un cantiere dove però un operaio cade;
3. nella vita quotidiana di una famiglia prima e dopo un near miss;
4. in ospedale e nelle difficoltà della cura;
5. a intervistare una donna che ha perso il marito a causa un ‘cedimento strutturale’;
6. a contatto con i problemi e le dinamiche di una verifica ispettiva.
Il pubblico, assieme alle diverse figure (lavoratori, famiglie, datori di lavoro, RSPP, ispettori della ASL), è messo di fronte alla negligenza e all’imprevisto, al peso insostenibile di ogni singola perdita ma anche alla ricerca delle soluzioni possibili.
È Virgilio a invitarci a una sintesi che consenta la comprensione profonda di quanto accade intorno a noi, ogni giorno, mentre ci inoltriamo nel terzo millennio.
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