Regia: Thomas Kail. Sceneggiatura: Ron Clements, John Musker. Fotografia: Oscar Faura. Montaggio: Melanie Oliver. Musiche: Janet Lewin. Scenografie: John Myhre. Effetti speciali: J.D. Schwalm. Costumi: Liz McGregor. Interpreti: Catherine Laga'aia, Dwayne Johnson, John Tui, Frankie Adams, Rena Owen, Jemaine Clement. Produttori: Dwayne Johnson, Dany Garcia. Distribuzione: Walt Disney Studios. Origine: U.S.A. 2026
Nell'adattamento live-action Disney dell'acclamata avventura animata di dieci anni fa, Vaiana risponde al richiamo dell'oceano e, per la prima volta, si spinge oltre la barriera corallina dell'isola di Motunui con il famigerato semidio Maui in un viaggio pieno di insidie per riportare la prosperità al suo popolo.
Forse per questo tipo di operazioni il critico dovrebbe farsi cancellare la memoria e vedere finalmente un remake fotocopia in live-action di un cosiddetto classico (non sono trascorsi nemmeno dieci anni...) di animazione Disney di grandissimo successo senza cadere mai in alcun tipo di confronto.
Perché, così facendo, avrebbe uno sguardo vergine su una storia e, soprattutto, cosa più importante, su come visivamente è stata portata sul grande schermo. E dunque, pur amando infinitamente di più la morbida e rotonda animazione del primo Oceania, visto che l'adattamento è sempre dello stesso Jared Bush a cui si è aggiunta Dana Ledoux Miller che aveva scritto Oceania 2, il risultato è godibilissimo, complice la regia elegante ed equilibrata di Thomas Kail. Inoltre l'attrice australiana diciannovenne che ha nel sangue quello degli indigeni polinesiani, Catherine Laga'aia, per la prima volta sul grande schermo, è perfetta per interpretare Moana, ops... Vaiana (com'è noto dieci anni fa per l'edizione italiana si decise di cambiare il nome della protagonista che richiamava quello di una famosa attrice porno e di conseguenza anche il titolo del film). Esattamente come Dwayne Johnson - sempre che lo spettatore non si distragga troppo nel seguire l'andamento della folta e imbizzarrita parrucca di The Rock (qui anche produttore) - che interpreta Maui, colui il quale l'aiuterà a salvare il suo popolo. I temi centrali di Oceania, tra cui il coming of age di una ragazza che passa attraverso la ricerca pervicace della propria identità superando il reef proibito, sono tutti intatti e sono spesso amplificati dalla colonna sonora con le stesse musiche che hanno reso celebre il primo film di animazione. ci troviamo di fronte a un film sperimentale. Un remake in cosiddetto live-action che, per una larga parte, è realizzato proprio in animazione digitale (sempre irresistibili il pollo Hei Hei e il maialino Pua) e che praticamente poco si differenzia dal primo, soprattutto quando la regia deve ricreare il movimento materno dell'isola, con la dea Te Fiti, creatrice della natura, che, corrotta, si trasforma in Te Ka, il mostruoso demone del fuoco. Ma, a dire il vero, anche le sequenze marine poco si discostano dall'originale.
Le vere novità del 'nuovo' Oceania sono il cast di attori 'veri' che funziona ottimamente anche perché scelti tutti - ovviamente eccetto Dwayne Johnson che prestava pure la voce nei due film di animazione - tra interpreti neozelandesi tra i quali spicca Rena Owen che riesce a restituire quel particolare rapporto che si può instaurare tra nonna e nipote a volte in funzione anche un po' critica (e salutare) verso i figli/genitori. Sono questi i momenti, anche un po' magici, che danno un senso a operazioni di questo tipo anche se un senso non ce l'hanno. Maledetta memoria!
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