Multisala900
CAVRIAGO | REGGIO EMILIA
900@multisala900.it
0522 372015
il cinema
film e spettacoli
recensioni
rassegne film
teatro ragazzi
teatro dialettale
dove siamo

X CHIUDI SCHEDA

scheda Film
LA TORTA DEL PRESIDENTE

LA TORTA DEL PRESIDENTE

di Hasan Hadi
con Baneen Ahmad Nayyef, Waheed Thabet Khreibat

Trailer
Genere: Film Rassegna
Durata: 102'
Trailer

Regia: Hasan Hadi. Sceneggiatura: Eric Roth, Hasan Hadi.  Fotografia: Tudor Vladimir Panduru.  Montaggio: Andu Radu.   Scenografia: Anamaria Tecu. Musiche: Omar El-Deeb.
Costumi: Tamara Nouri. Interpreti: Baneen Ahmad Nayyef, Waheed Thabet Khreibat, Sajad Mohamad Qasem, Muthanna Malaghi, Ahmad Qasem Saywan, Maytham MreidiRahim AlHaj. Produttori: Eric Roth,  Donna Gruneich. Distribuzione: Lucky Red. Origine: Iraq, U.S.A, 2025.                             

 

Primavera 1990. Sull'Iraq pesano le sanzioni dell'ONU, che rendono difficile per la popolazione procurarsi cibo e medicine. Eppure, nonostante la carestia, come ogni anno, in tutte le scuole del Paese è obbligatorio festeggiare il compleanno del presidente Saddam Hussein. L'ingrato compito tocca in sorte a Lamia, una bambina di nove anni che vive con la nonna in una casa galleggiante di fango e giunchi. Le due donne partono, dunque, all'alba alla volta della città per procacciarsi gli ingredienti necessari, in compagnia di Hindi, un gallo che Lamia porta sempre con sé nel marsupio e che considera il suo migliore amico.

Il mondo di Lamia e del suo compagno di scuola Saeed è un mondo caratterizzato da una situazione di estrema povertà, rispetto alla quale le poche cose che occorrono per preparare una torta appaiono beni di lusso, ingredienti preziosi che nessuno possiede più in casa e che diventano perciò terreno di scambio o, peggio, di ricatto. Hasan Hadi, procedendo a partire da un personale ricordo d'infanzia, instaura una premessa che sa immediatamente di paradosso e dunque contiene in sé tanto il motore di una possibile commedia quanto la natura dell'impresa impossibile tipica della fiaba, ma di fatto fotografa una drammatica realtà. In questa combinazione di toni e suggestioni, anche molto distanti tra loro, c'è la forza del film, che mostra senza sconti l'avventura di questa piccola Zazie in un paese fisicamente e moralmente distrutto, dove la corruzione dilaga, gli uomini adulti sono esseri meschini (a partire dal maestro, supposto educatore, che le ruba la mela dalla cartella), la solitudine e l'isolamento della protagonista sono palpabili, ma tutto questo non fa che conferire maggior forza e spessore all'amicizia tra i due bambini e al legame tra Lamia e Bibi, l'adorata nonna.

La torta del presidente è anche la dimostrazione che il particolare, quando sincero e sentito, ha risonanza universale: per quanto fuori dalle rotte conosciute, comprese quelle del cinema, l'Iraq di Lamia, Saeed e Bibi è quello sempre riconoscibile del cinema neorealista, con il teatro a cielo aperto delle strade (qui anche del fiume, che dà luogo alle sequenze più suggestive), l'uso di attori non professionisti, la verità della luce naturale; un luogo a suo modo ancestrale e archetipico, non a caso collocato nel Sud del paese, alla confluenza del Tigri e dell'Eufrate.

Ma ciò che conta di più è la visione del regista, incarnata dalla giovanissima protagonista, della vita in quel luogo e in quel tempo (ricostruito nell'aspetto e nell'atmosfera) come di una continua peripezia, un cammino scandito da un imprevisto dopo l'altro, che, nell'accezione aristotelica, forma e trasforma. Come i bambini delle fiabe classiche, Lamia cammina e cammina alla ricerca di zucchero, uova e farina, e intanto conosce il peggio e il meglio del genere umano, e si forma e trasforma, costretta a crescere in fretta, come ci racconta l'immagine, tenera e straziante, di lei col bastone (simbolo anche felice, nonostante tutto, di una preziosa eredità).

In un'epoca in cui tanti cineasti, anche espertissimi, sentono il bisogno di spiegare ogni cosa, forse poco fiduciosi delle capacità intellettive del loro pubblico, Hasan Hadi, nel suo debutto, non aggiunge una parola di troppo e lascia invece che siano le immagini a fare il racconto e gli spettatori e formulare le loro considerazioni. Un'immagine in particolare, quella di Saddam Hussein, è ovunque nel film - muri, scuole, manifesti, statue-, quasi un santo protettore, eppure il paese è abbandonato a se stesso e, a proteggere Lamia e la gente come lei, non c'è nessuno.

 

info

CHI SIAMO

ISTRUZIONI PER L'USO

DOVE SIAMO/PARCHEGGI

PRIVACY E COOKIE POLICY

TRASPARENZA AMMINISTRATIVA

CONTATTI

MULTISALA NOVECENTO

Via del Cristo, 5 - 42025 Cavriago (Reggio Emilia)

0522 372015

900@multisala900.it

P.IVA 00132130352

IBAN IT44C0103066290000000376274

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

RICEVERAI IN ANTEPRIMA LE NOVITA'
SULLA PROGRAMMAZIONE E SULLE PROMOZIONI ESCLUSIVE.


SCOPRI DI PIU'