Multisala Novecento

LA DONNA DELLO SCRITTORE

di Christian Petzold
con Franz Rogowski, Paula Beer, Lilien Batman

Genere: Film Rassegna
Durata: 101'

Regia: Christian Petzold. Sceneggiatura: Christian Petzold, Anna Seghers. Montaggio: Bettina Böhler. Fotografia: Hans Fromm. Musiche: Stefan Will. Scenografia: Aurelie Combe. Interpreti: Franza Rogowski, Paula Beer, Godehard Giese, Lilien Batman, Maryam Zaree, Barbara Auer, Matthias Brandt, Sebastian Hülk, Emilie De Preissac, Antoine Oppenheim, Louison Tresallet. Produttori: Antonin Dedet, Olivier Père. Distribuzione: Academy Two. Origine: Francia, 2018.

Le truppe germaniche hanno raggiunto Parigi e ora scendono verso il sud della Francia. Georg, un rifugiato tedesco, è riuscito a raggiungere Marsiglia. Ha con sé i documenti, un visto per l'ambasciata messicana e il manoscritto di un romanzo di Weidel, uno scrittore che si è suicidato temendo di essere catturato. Georg ha assunto la sua identità ed ora è alla ricerca di un passaggio su una nave americana. Ma l'incontro con Marie, una giovane donna che è in cerca del marito scomparso e che nel frattempo si è legata a un medico, muta i suoi progetti. Christian Petzold è entrato in contatto diversi anni fa con il romanzo omonimo di Anna Seghers grazie ad Harun Farocki, suo cosceneggiatore che, nato nei Sudeti nel 1944 da genitori profughi, era particolarmente interessato al soggetto. Il protagonista del libro era un comunista che cercava temporaneo rifugio in una 'zona libera'. Quando però è giunto il momento di realizzare il film Petzold ha sentito la necessità di spostare la vicenda nel presente. Il film, evitando la ricostruzione d'epoca, offre così una nuova significazione alla storia. In tempi di risorgenti nazionalismi mostra come la lezione della Storia potrebbe essere facilmente dimenticata per farci ripiombare in un passato purtroppo perfettamente riproducibile. 
Grazie a questa trasposizione temporale si evidenzia un pregio e un difetto. Il secondo è legato a una struttura decisamente troppo letteraria che affida alla voce narrante la descrizione dei sentimenti e dei pensieri dei protagonisti come se gli attori non fossero in grado di esprimerli mentre ciò non accade grazie alla prestazione eccellente di Franz Rogowski e Paula Beer. Si sente cioè in maniera forse eccessiva il peso che la presenza del romanzo ha avuto nella stesura della sceneggiatura. Questo elemento negativo non riesce però ad inficiare la descrizione accurata di quella 'no man's land' che diventano i luoghi di confluenza di coloro che stanno sfuggendo a una persecuzione. Georg, Richard, Marie, Driss, figlio di un compagno di fuga del protagonista che non ce l'ha fatta, sono dei fantasmi degli esseri umani che furono. Sono, appunto, in transito o ne cercano uno. Le loro esistenze sono sospese tra la vita e la morte che si avvicina giorno dopo giorno o che può coglierli in maniera inattesa. 
Questa condizione esistenziale che, con pelli di colore diverso, ancora centinaia di migliaia di persone stanno vivendo, viene declinata nell'apparente quiete di una solare città di mare. Marsiglia diviene così un luogo di intreccio di vite che aspirano a tornare a vivere nel senso pieno del termine e che tendono, anche se talvolta inconsciamente, a poter riprendere in mano un destino che non riguarda solo loro.