Multisala Novecento

PARIGI PUO' ATTENDERE

di Eleanor Coppola
con Diane Lane, Alec Baldwin, Arnaud Viard

Genere: Film Rassegna
Durata: 92'

Regia: Eleanor Coppola. Sceneggiatura: Eleanor Coppola. Montaggio: Glen Scantlebury. Musiche: Laura Karpman. Scenografia: Anne Seibel, Christelle Maisonneuve. Interpreti: Diane Lane, Alec Baldwin, Arnaud Viard, Linda Gegusch, Élodie Navarre, Cédric Monnet, Elise Tierooy, Cédric Monnet. Produttori: Eleanor Coppola, Fred Roos. Distribuzione: Good Films. Origine: U.S.A., 2017.

Anne ha un marito distratto e una vita 'in secondo piano'. Il palcoscenico è destinato a Michael, produttore hollywoodiano di passaggio a Cannes e diretto a Budapest, per sopraggiunto impegno. Anne decide diversamente, congeda il consorte e sceglie Parigi. Jacques, partner francese e charmant di Michael, si offre di accompagnarla nel viaggio a bordo della sua vecchia Peugeot, una decappottabile blu come la riviera francese. Tra soste e picnic, formaggi e crème brûlée, ammiccamenti e grandi sorrisi, Anne e Jacques rimandano la destinazione e trovano soddisfazione nelle soste. È vero Parigi può attendere non è Due per la strada, road movie di Stanley Donen che percorre la costa e la campagna francese col piglio sfrontato da free cinema, nondimeno la romantic comedy di Eleanor Coppola, moglie di Francis, si guarda intorno, assimila i luoghi esotici e sublima il suo tempo coniugale.

Consumato tombeur nostrano, Arnaud Viard è una finestra aperta sulla Francia, un eroe picaresco lanciato contro il gigantismo parigino e il compiacimento narcisistico della ville lumière, rimandata a favore di villaggi e sobborghi in cui nasce il made in France. Insomma per la signora Coppola Parigi non è l'alfa e l'omega della nazione ma la meta di un viaggio in cui a contare davvero sono le stazioni. Proprio come in una relazione coniugale o extra-coniugale. Commedia irriducibilmente americana, per la resistenza di una prospettiva di felicità, Parigi può attendere ha i tempi dei suoi protagonisti e di un auto vintage lanciata sulla strada e pronta a varcare la frontiera, ambigua linea di arrivo e di ripartenza di una donna. Una donna che alla maniera del film si spende nel disincanto verso la dolce inconsistenza del suo passato e dentro un film itinerante dove avventura e (ri)scoperta di sé coincidono col viaggio. Una sterzata e la commedia volge in un woman's film con immancabili rovesci esistenziali, mariti assenti, figli perduti, figlie ingrate. 
Ma l'attitudine assunta verso il collaudato sistema retorico è d'ironia e pieno distacco. Lo sguardo di Diane Lane, che attraversa l'assolata provincia francese, è secco, senza l'ombra di struggimenti, pronto semmai all'affondo in un fondant au chocolat o in un panier de fromages. La forma dei formaggi e dell'ironia domina il film e riequilibra qualsiasi deriva sentimentale, ristabilendo il fuoco della distanza. Eleanor Coppola carica Diane Lane del peso del (suo) passato, del calore del suo persistere dentro ciascuno di noi, della sua misteriosa capacità di dare forma al futuro. Anne è un personaggio femminile concreto e sfumato che si risolve intorno al sorriso radioso della sua interprete mentre guarda in macchina e addenta un cioccolatino con una consapevolezza senza filtri di se stessa, del proprio essere nel mondo e dei propri desideri. Arnaud Viard, vecchio cuore impenitente, resta fuori dal letto, Alec Baldwin, coniuge autoreferenziale, fuori campo.