Multisala Novecento

VENERE IN PELLICCIA

di Roman Polanski
con Emmanuelle Seigner, Mathieu Amalric

Genere: Film
Durata: 96'
Regia: Roman Polanski. Sceneggiatura: David Ives, Roman Polanski. Musiche: Alexandre Desplat. Costumi: Dinah Collin. Scenografie: Jean Rabasse. Fotografia: Pawel Edelman. Montaggio: Margot Meynier. Interpreti: Emmanuelle Seigner, Mathieu Amalric. Produttore: Robert Benmussa, Alain Sarde. Distribuzione: 01 Distribution. Origine: Francia, 2013. Durata: 96'. Thomas (Mathieu Amalric) è un regista teatrale colto e pretenzioso. Vanda (Emmanuel Seigner) è un’attrice in cerca di una parte, sfrontata e poco propensa alle riflessioni sottili e al linguaggio ricercato. Dopo una giornata passata a fare audizioni Thomas è esausto e in preda a una crisi di nervi: tutte le candidate si sono dimostrate incapaci e senza personalità. Mentre riferisce in una chiamata le sue preoccupazioni, entra Vanda, completamente bagnata dalla pioggia, con una pesante valigia intorno al braccio, un vestito succinto di pelle nera e una grande gomma da masticare nella bocca. Si scusa per il ritardo, dice di aver avuto una giornata terribile e chiede di essere ascoltata per la parte. Vanda incarna tutto ciò che Thomas detesta: è volgare e dozzinale, pronta a tutto pur di ottenere la parte. Praticamente costretto, decide di lasciarla provare. Allora quella donna tanto irruenta si trasforma in un essere raffinato e sensuale, capace di interpretare alla perfezione la protagonista femminile della piece teatrale. Thomas, al principio scettico e desideroso di sbrigare in fretta la faccenda per tornare a casa, rimane ammaliato dalla personalità dell’attrice, tanto che, prima, le chiede di proseguire e poi, giunge a supplicarla di restare al momento in cui lei, offesa, minaccia di andarsene. Il film ha un inizio brillante da commedia. La diversità abissale tra i personaggi e la tagliente ironia dei dialoghi accompagnano con allegria fino al cuore del film, che si scopre complesso all’interpretazione, ma piacevole e dinamico nonostante la staticità dell’ambientazione. Come in Carnage la scenografia è fissa, ma c’è una irresistibile vivacità dei dialoghi che mantiene concentrato lo spettatore. Il film si svolge tutto all’interno del teatro e gli snodi di maggiore interesse riguardano il come i personaggi entrano sempre più in contatto tra loro e come interpretano le figure e i caratteri descritti dal regista nel copione. I piani narrativi sono quindi diversi ed intrecciati: i personaggi del film interpretano personaggi di teatro e Polanski riesce a gestire bene la complessità che scaturisce da questo intreccio.